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Sissi alla scoperta del Portogallo – capitolo I

Sono passate cinque settimane dal mio arrivo ad Amarante, cinque settimane intense e faticose, ricche di sfide e di nuove cose da conoscere.
Casa della gioventù è un luogo molto accogliente, le persone dello staff sono amorevoli e gentili. Ma, del resto, i portoghesi sono tutti così, molto calorosi e affabili e amano l’Italia, la nostra lingua e la nostra cultura.
La mia camera dà su un patio con al centro un grande albero di magnolia che, in questo periodo, dà fiori bellissimi, rosa e bianchi. Dal patio, percorrendo una scala, si va al nostro giardino, un luogo incantato dove crescono alberi di arance, di limoni e di rose.

Ogni giorno noi volontari usciamo per raggiungere i vari istituti dove lavoriamo, incontriamo persone e parliamo il portoghese. eufemia_amarante_naturaLe mie attività preferite sono quelle con i bambini, nelle scuole. Stare a contatto con i bimbi è il modo migliore per imparare la lingua. Con loro giochiamo, ma non solo, perché prepariamo anche delle lezioni tematiche su argomenti ogni volta diversi. L’altro giorno, ad esempio, abbiamo parlato della Grecia, perché uno dei volontari è greco, e abbiamo ballato, tutti insieme, il Sirtaki, danza popolare greca. Adoro andare in fattoria, essere a contatto con la natura, vedere gli animali liberi di correre e di riposarsi al sole, sentire l’odore delle piante e avere le mani sporche di terra.

Quando sono arrivata avevo, invece, una grande difficoltà a relazionarmi con le persone disabili e, di conseguenza, facevo molta fatica ad andare a “CerciAmarante”, il centro dove queste persone svolgono moltissime attività. eufemia_portogallo_sveMa, come sempre, proviamo disagio solo verso quello che non conosciamo. Ora, dopo più di un mese, le cose sono cambiate per me: mi piace stare con loro, parlare con loro, sorridere con loro. Un altro istituto dove lavoriamo è Santa Casa, una struttura che accoglie gli anziani. Con loro giochiamo e cerchiamo di regalargli, ogni volta, qualche ora di spensieratezza e di svago.

Ma questo è solo l’inizio, ci sono ancora tantissime altre attività da fare e molte altre cose da scoprire.

Assunta Lutricuso

Basta pasta, tornerò a est!

  0d26a837-ff2e-4d87-ab63-75446512155b_20170110_1416301 giardino e’ diventato parcheggio

2 chili di pasta mangiati

8 paesi visitati

11 mesi

15 pizze

24 compiti su trello fatti, 4 ancora da fare

50 volte mi mancava la natura

100 ragazzi

900 casette di cibo raccolte

 

E’ cosi si stanno voltando le pagine della mia vita e vita di Eufemia.  Che cosa ho fatto a Torino in quest’anno? Tanto! Per questo sarebbe migliore spiegare cosa ho imparato. Inizio con la lingua,  perché è il progresso di più chiaro. Quando sono arrivata, non ho capito nulla d’italiano. Adesso sto scrivendo quest’articolo in italiano. Il livello è basico, ma ho imparato qua, che cosa importante e comunicare. Gli Italiani lo fanno non solo con parole ma anche con tutto il corpo. Fa capire un po’ di più facile. Altra cosa che mi ha sorpreso e che tanti italiani non conoscono Slovenia. Invece siamo paesi vicini. Comunque ho risposto a domanda se parlo russo tante volte. No, non parlo. Se si spostiamo a parte di cibo. Si sa, che è molto importante in Italia. Cosa non si fa: mettere panna nella carbonara, beve cappuccino a pomeriggio, dice che mozzarella è formaggio, non chiamare formaggio con il suo nome, dice che non ti piace la pasta, chiede tagliare la pizza in pizzeria. Neanche si arriverà puntuale con i mezzi pubblici, parla inglese negli uffici pubblici, fare smalltalk di tempo (calco!), chiama o scrive sul whatsap – registra tuo messaggio! E anche un consiglio, per salutare si bacia sulla guancia, iniziando a destra.

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Lontanando dalla cultura italiana ho avuto onore fare tante cose bellissime: da aiutare i ragazzi a studiare matterie diverse, raccogliere la verdura e frutta dei mercati con persone gentilissime, studiare italiano e ascoltare la loro musica dei migranti minorenni – egiziani, albani, marocchini, cinesi, ghanesi. Designare locandine, ordinare gli scontrini, co-scrivere i progetti, promuovere Erasmus+, vedere posti ed eventi interessanti (cavallerizza, filmi tedeschi a bagni publici, arte migrante, blah blah, conterto sotto balconchino, climathon, festa della musica, brunelleschi, castello rivoli, festival mozart, superga, monte dei cappuccini…).modafinil A Torino c’è sempre che per fare le parole chiave sono “Blotto” e ingresso gratuito.

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Vero, che non ho scoperto la cosa voglio nella mia vita. Però durante questi mesi ho ottenuto consapevole delle opportunità che le ho e tanti altri no.

Vorrei ringraziale particolare a Giulia e Pasquale per creare l’ambiente dove mi sono sentita come a casa (forse ha aiutato anche lavoro nelle pantofole) e per darmi questa bella opportunità.

 

Adesso tocca te.

Larisa

MIO SVE IN PHOTO

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Press release of IT-ing my Network project

IT-ing my Network, having the reference no. 2016-3-RO01-KA105-035482 , is a multicultural project that includes one training course and one youth exchange, within a partnership of 7 countries that all desire a better understanding and development of IT field. It will be implemented between 15.01.2017 – 14.03.2018, in which we will lay-out the two activities of the project:

– training course, involving a number of 21 youth workers over 18 years old, being held between 28.04 – 07.05.2016 in Râmnicu Sărat, România

– youth exchange, implemented as well in Râmnicu Sărat, involving 42 youngsters with ages between 17-23 years that will be accompanied by 7 group leaders with no age limit. The period of implementation of this activity will be in the interval of 09 – 15.08.2016.

The aim of IT-ing my Network project is to provide opportunities for youth development in IT for their professional development and integration in the labor market (entrepreneurship or employability), using various methods and non-formal tools, and the 7 partners that will collaborate to make this possible are:

  • Federația de Organizțiilor Râmnicene de Tineret, Educație și Sport – Romania;
  • Associacao Lilaz – Portugal;
  • Associazione Culturale Eufemia – Italy;
  • E-gençlik Dernegi – Turkey;
  • Project Spontaneous Foundation – Poland;
  • Asocijacija za napredok, edukacija i lobiranje – Macedonia;
  • Girls Leading Our World Association – Bulgaria.

Regards to reaching our aim, the project established the following objectives:

  1. The development level of IT skills for a total of 70 participants, young people and youth workers (both target groups), which are able to access and use databases and software designed to streamline work in European youth modafinil organizations during implementation of youth exchange.
  2. Increasing capacity building through training of the 21 youth workers, from the 7 promotors, in IT during the 8 days of training held in Ramnicu Sarat.
  3. Develop practical skills for employability and entrepreneurship of the 42 young people participating in the exchange of Ramnicu Sarat, for young people to form adaptable labor market.
  4. Developing intercultural dialogue between the 70 participants from the 7 promoters actively involved in the project in order to increase social cohesion within the European Union, awareness of active citizenship and understanding cultural diversity, during the project implementation IT-ing.
  5. Increasing the visibility of Erasmus + and non-formal education for about 10 000 European citizens with the help of 70 participants using IT skills developed in the project to promote the results in the online environment during the project implementation.

In order to reach and sustain this objectives, we will implement a range of both formal and non-formal activities and methods, such as: ice-breakers , workshops, interactive presentations, algorithmical games and team-building, particular workshops varying on different professional https://dvakotla.com.ua/ areas of creation, media and programming.

For more information you can always contact us at office@atcesr.ro , or you can directly address to the organizers:

Marius Neculae, project manager: nmatao@yahoo.com , phone no: +40761539848

Ionuț Ilie, assistant manager: ionut.ilie1998@yahoo.com , phone no: +40724581851

This project is financed through the Erasmus+ program of the European Commission with an amount of 43304 euro.

IL MIO SVE IN POLONIA – atto 2 Chiara

Prosegue il racconto di Chiara, che sta svolgendo il suo SVE di 12 mesi a Bydgoszcz (Polonia) presso la Fundacja Kreatywnej Edukacji (Fondazione per l’Educazione Creativa)

Novembre 2016

Attualmente lavoro in quella che in Italia corrisponde più o meno alla scuola materna, sono stata “promossa”! Qui i bambini hanno 4-5-6 anni e sono i miei migliori insegnanti di polacco! Nello stesso modo mi prendo cura di loro, pasti, gioco, uscite, bagno ma in più abbiamo settimanalmente la lezione di cultura italiana (conoscono già molte frasi e parole) e svariate attività, come gite di vario genere, giochi,  preparazione di piatti tipici (due settimane fa non vi racconto che gnocchi al pesto ci sono venuti!).

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Una problematica che abbiamo riscontrato durante l’estate è stata quella della scarsa chiarezza nella possibilità di usufruire dei nostri giorni liberi. Durante il mese di luglio, la scuola è stata chiusa, per cui abbiamo avuto l’intero mese libero, una volta rientrati (e non prima) ci è stato comunicato che non avremmo più potuto usufruire di giorni liberi in quanto consumati tutti durante il mese di luglio. Non abbiamo trovato giusta questa situazione, in quanto non è stata una nostra scelta stare a casa un mese intero durante Luglio privandoci di ogni successiva possibilità di viaggiare. E c’è talmente tanto da visitare qua in Polonia che solo il fine settimana non è sufficiente.

Per il resto devo dire che siamo ben inseriti e considerati parte dell’équipe, stiamo e siamo trattati bene; il nostro Tutor cerca di aiutarci quando abbiamo bisogno di qualcosa, nel poco tempo che purtroppo ha. In casa abbiamo tutte le comodità e la posizione dell’appartamento è abbastanza centrale ed è ben servito dai mezzi pubblici.

Una cosa nuova per me e molto divertente è che ogni attività, ogni comando-spiegazione-descrizione, viene fatta cantando (mi avete mandata alla Disney?). Il pomeriggio mi sposto nella scuola elementare dove ho l’occasione di aiutare gli insegnanti a controllare i bambini durante il loro tempo libero e di passare un po’ di tempo insieme ad un ragazzino autistico che ha bisogno di maggiori attenzioni.

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Perché scegliere lo SVE in Polonia? Hai l’occasione di scoprire una nazione veramente diversa dall’Italia, e questa la trovo una opportunità unica. Abitudini, cultura, modi di fare e di pensare. Le persone sono gentili e disponibili ed amano l’Italia! In particolare la mia città, Bydgoszcz, nemmeno tanto piccola 360000 abitanti, è tranquilla e sicura, le persone sono squisite. Attualmente posso dire che è un paese meraviglioso tutto da scoprire. I soldi che ricevi come pocket money sono sufficienti in quanto è un paese economico.

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Chiara Avataneo

Sei mesi della mia vita – Stefano SVE

E poi niente decidi di andare, partire, giocare la tua vita assieme agli altri. Io lo sto facendo, intendiamoci non che mi senta migliore di chiunque altro decida di starsene sul divano o in qualunque altro pertugio, tuttavia questa è la mia storia, il mio tempo. Già, perché è proprio il tempo che voglio buttare tra le braccia degli altri, donarlo, e poco importa se non tutti se ne staranno lì a raccoglierlo, io, questo qui che sta scrivendo, questo qui che sta rubando il vostro di tempo, voglio farlo. Ebbene in questo progetto, dal quale ogni tanto vorrei fuggire, ma che tuttavia mi tiene qui, facendo vibrare i miei giorni, condivido il tempo con i ragazzi delle scuole, cercando di trasmettere loro la curiosità verso le arti della perfomance e delle arti visive.

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Lavorando in un piccolo villaggio, dove il tempo cammina sulle ruote di vecchi carri di legno, mi rendo conto di quanto ci si possa sentire attaccati alla vita, anche quando questa sembra vada da tutta altra parte.

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Si, perché qui la vita, nella fattispecie per i più piccoli, non è un affare facile da sbrigare, in quanto molti di loro non hanno spazi dove giocare, dove sfogarsi, dove sbagliare ed imparare con la calma ed il tempo che la loro giovane età necessiterebbe. Ed ecco poi, che parlare di cinema, di perfomance, d’improvvisazione, sembra una cosa lontana, un passatempo ricreativo del quale si potrebbe fare benissimo a meno. Tuttavia, io amo la polvere, le periferie del mondo, l’assenza di domani mattina, ragion per cui continuo darmi da fare quaggiù, tirando avanti attimo dopo attimo.

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Non faccio queste robe per sentirmi una brava persona, di questo poco m’importa, piuttosto diciamo che è un modo di guardarmi allo specchio, tentando di scoprirmi, più o meno, sempre più. Ah, uno degli obiettivi del programma è quello di realizzare un breve corto che abbia come tema l’integrazione e lo scambio culturale tra i popoli e le varie etnie che abitano questa regione del profondo sud della Romania. Che dire, se po’ fa, no?

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Stefano, progetto “Global Village” Bailesti, Doji,Romania.

IL MIO SVE IN POLONIA – atto 1 Chiara

Chiara e Gabriele stanno svolgendo il loro Progetto SVE di 12 mesi a Bydgoszcz (Polonia) presso la Fundacja Kreatywnej Edukacji (Fondazione per l’Educazione Creativa). Parole chiave: arte, musica, creatività!

Chiara ci racconta alcune sue impressioni in questo primo racconto…

IL MIO SVE IN POLONIA

Io sono Chiara e sto svolgendo il mio SVE di un anno in Polonia a Bydgoszcz. Quando mi proposero per la prima volta questa destinazione ero un po’ scettica in quanto è un paese di cui conosciamo veramente poco in Italia… ma alla fine, ho deciso di provare, e ad oggi che sono passati 7 mesi posso dire di esserne molto felice!

Non vi posso raccontare che partire sia stato facile, tanta agitazione e devo essere onesta, le prime settimane qua sono state veramente dure. A  giocare un ruolo fondamentale nella mie difficoltà iniziale è stata l’assenza del mentore, quella figura prevista dallo SVE, che avrebbe dovuto aiutarci a sistemarci ed ambientarci e a sbrigare commissioni, risolvere eventuali problemi e farci conoscere la città, le possibilità, le cose da fare. Purtroppo l’organizzazione ospitante in questo è stata disorganizzata e inizialmente è stato un po’ problematico questo aspetto.

Con il passare del tempo le cose sono migliorate, abbiamo iniziato ad uscire, conoscere, capire. Abbiamo iniziato il corso di Polacco, ad avere qualche amico polacco, siamo stati al primo training (the on arrival tranining), dei due previsti nel progetto, in cui ci si diverti moltissimo, e poi, tutto è stato in discesa! Con il tempo, quindi, ho trovato persone che in un modo o nell’altro hanno sopperito alla mancanza del mentore.

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La mia giornata tipo consiste nell’andare nella scuola privata gestita dall’organizzazione che ci ospita, che lavora con il metodo Montessori e con la musica, e prendermi cura dei bambini. Inizialmente, i primi mesi, lavoravo nel Nido, in quanto non era prettamente necessaria la comunicazione verbale in lingua polacca con i bambini, si tratta infatti di un’età che va da 1 ai 2 anni. Passavo le mie ore con loro, aiutando lo staff nella cura e nell’intrattenimento dei piccoli, attività come: dare da mangiare, giocare con loro, uscire per una passeggiata… ebbene sì, ho cambiato anche i pannolini!

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Perché scegliere lo SVE? Cosa dire, innanzitutto (penso ovunque si vada) si impara l’inglese, io ad esempio l’ho studiato tutta la vita ma posso dire di saperlo parlare soltanto da 7 mesi! Seconda cosa è veramente un’esperienza unica. Dal punto di vista personale, ti permette di vedere le cose da un’altra prospettiva, ampliare i punti di vista, le possibilità e conoscere realtà e persone molto diverse tra loro. Ti permette inoltre di acquisire diverse competenze che, si spera, un giorno siano spendibili in Italia, o ovunque in Europa, nel mondo lavorativo.

Grazie SVE

Grazie Eufemia

Grazie Fundacja Kreatywnej Edukacji

To be continued …

Chiara Avataneo

“A Refugee Story” – back home

14468755_10206919169601086_3120983605438820748_o“A Refugee Story” è uno scambio internazionale, nato dalla collaborazione di Grecia, Italia, Georgia, Turchia, Spagna e Romania.  La capofila del progetto è l’associazione “Ihnilates tou Fotos” di Salonicco, giovane partner greco con cui noi di Eufemia abbiamo già collaborato in passato. Il fulcro del progetto si è espresso nei giorni di scambio e di incontro in Grecia:  42 ragazzi e 6 group-leader si sono incontrati nel villaggio di Agia Triada, pochi Km a sud di Salonicco, dove hanno convissuto per 9 giorni (dal 21 al 29 Settembre 2016).

Le giornate sono scivolate in fretta, tra confronti e discussioni, incontri e laboratori. Le tematiche affrontate rappresentano l’espressione ricorrente della tragedia della guerra: la questione irrisolta del diritto alla Pace, il dramma di chi ha visto la propria terra, le proprie case e i propri progetti sgretolarsi sotto le bombe.

Andrea ed il suo ECOVolunteering in Portogallo

Sabato 15/10/2016     Porto de Mos
Giornata di riposo oggi, ne approfitto per scrivere qualcosa su questa esperienza di 6 mesi in Portogallo.
Sono qui da 2 settimane circa, e pian piano i giorni stanno prendendo struttura in termini di quotidianità.
All’interno del progetto ci sono circa altri 5 sottoprogetti: tra questi noi ne abbiamo scelto uno principale, ma faremo comunque anche attività riguardanti gli altri. Alcuni di questi comprendono lavori nella fattoria e con le capre e si svolgono a Bezerra, paesino tra le colline del parco Serras e Candeiros, altri invece comprendono l’organizzazione di attività per anziani e bambini, contatti e scambi tra l’ associazione Vertigem (la nostra Hosting Organization) e le autorità locali e apicoltura.
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Io ho scelto di lavorare nella fattoria dove si svolgono vari lavori dal foraggiamento degli animali (mucche, asini, maiali, galline…) alla coltivazione di fragole e cereali per gli animali.
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Le attività con le capre invece comprendono l’ archiviazione di dati connessi ad esse ed il portarle al pascolo sulle colline del parco dove ci si immerge completamente nella natura selvaggia potendo inoltre godere di una vista stupenda di tutta la vallata.
Per ora sono molto contento di ciò che faccio e spero possa continuare cosi.
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