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Two Years, Five Exchanges, Countless Voices — Closing the Voices of the Next Generation Project

 

Since its launch in 2022, the Voices of the Next Generation project has connected hundreds of young people across Europe in a powerful series of five youth exchanges, each centered around media literacy, journalism, critical thinking, and youth participation.

Led by 6 partner organisations – Cesta Rozvoje, European Youth Press, ILÊWASI, Associazione Eufemia, Noored Ühiskonna Heaks, and AUM Association, the project created inclusive learning spaces where young participants explored various topics relevant to youth today.

Each exchange offered a unique setting — from country to country, young people explored journalism not just as a career path but as a civic tool for shaping society. Through non-formal education, peer-to-peer sessions, and practical media production, participants gained the tools and confidence to create their own narratives, ask difficult questions, and hold systems accountable.

The final youth exchange in Weimar, Germany, was a particularly powerful closing chapter. With activities hosted in a city steeped in cultural and political history, the programme addressed both the creative and critical sides of media literacy. Participants even visited the Buchenwald concentration camp. It was a profound experience that helped ground their conversations in real-world consequences of misinformation and propaganda.

Over two years, the project has not only provided a platform for learning but also for connection and action. Many participants remained active beyond their exchange — some through local initiatives, others through our newly formed Proactive Team: a group of motivated young people who will support outreach efforts through digital content and platform-specific campaigns launching this September.

As we wrap up this phase of the Voices of the Next Generation project, we’re proud of what’s been achieved — not just through workshops and events, but in the relationships, critical awareness, and ideas that continue to grow long after the exchanges end.

Follow our next steps on Instagram, Facebook, and TikTok — and keep an eye out for the video content captured across the exchanges, including our final short film from Weimar.

️ Watch our documentaries to see the full story — available in the Voices of the Next Generation Instagram bio.

ꜰᴜɴᴅᴇᴅ ʙʏ ᴛʜᴇ ᴇᴜʀᴏᴘᴇᴀɴ ᴜɴɪᴏɴ. ᴠɪᴇᴡꜱ ᴀɴᴅ ᴏᴘɪɴɪᴏɴꜱ ᴇxᴘʀᴇꜱꜱᴇᴅ ᴀʀᴇ ʜᴏᴡᴇᴠᴇʀ ᴛʜᴏꜱᴇ ᴏꜰ ᴛʜᴇ ᴀᴜᴛʜᴏʀ(ꜱ) ᴏɴʟʏ ᴀɴᴅ ᴅᴏ ɴᴏᴛ ɴᴇᴄᴇꜱꜱᴀʀɪʟʏ ʀᴇꜰʟᴇᴄᴛ ᴛʜᴏꜱᴇ ᴏꜰ ᴛʜᴇ ᴇᴜʀᴏᴘᴇᴀɴ ᴜɴɪᴏɴ ᴏʀ ᴛʜᴇ ᴇᴜʀᴏᴘᴇᴀɴ ᴇᴅᴜᴄᴀᴛɪᴏɴ ᴀɴᴅ ᴄᴜʟᴛᴜʀᴇ ᴇxᴇᴄᴜᴛɪᴠᴇ ᴀɢᴇɴᴄʏ (ᴇᴀᴄᴇᴀ). ɴᴇɪᴛʜᴇʀ ᴛʜᴇ ᴇᴜʀᴏᴘᴇᴀɴ ᴜɴɪᴏɴ ɴᴏʀ ᴇᴀᴄᴇᴀ ᴄᴀɴ ʙᴇ ʜᴇʟᴅ ʀᴇꜱᴘᴏɴꜱɪʙʟᴇ ꜰᴏʀ ᴛʜᴇᴍ.

 

 

 

 

 

 

 

Reflecting on the Final Voices of the Next Generation Youth Exchange in Weimar

Location: Weimar, Germany

Dates: July 25 – August 1, 2024

Hosted by: European Youth Press

The fifth and final youth exchange of the Voices of the Next Generation project took place in the historic city of Weimar, Germany, bringing together participants from across Europe to explore the themes of media literacy, critical thinking, and youth journalism.

Hosted by European Youth Press, the exchange combined hands-on workshops, peer-to-peer learning, and cultural exchange in a city renowned for its intellectual legacy. Participants were accommodated at the European Youth Education and Meeting Center, where they engaged in daily activities, including four sessions per day, evening thematic events, intercultural nights, and a short film production capturing the spirit of the programme.

A special highlight of the exchange was the group’s visit to the Buchenwald concentration camp, an important and emotional experience rooted in the historical context of Weimar. This visit created space for participants to engage with heavy topics such as remembrance, misinformation, and the role of journalism in protecting truth and democracy.

Each national team was accompanied by a team leader, who contributed energizers and teambuilding activities to help maintain energy and connection throughout the week. Our facilitators, handpicked from European Youth Press, brought expertise in journalism and peer-led education, ensuring that sessions were both professional and highly relatable to the young audience.

This final exchange not only marked the conclusion of the Voices of the Next Generation youth mobilities but also sparked new conversations about how young people can take an active role in shaping media narratives in their communities.

A big thank you to all our partners, participants, and supporters. The journey doesn’t end here — content captured in Weimar will soon be shared across our Instagram, Facebook, and TikTok channels as we continue to engage new audiences and strengthen youth voices across Europe.

️ Don’t miss the documentaries capturing the exchange — find them in the Voices of the Next Generation Instagram bio.

ꜰᴜɴᴅᴇᴅ ʙʏ ᴛʜᴇ ᴇᴜʀᴏᴘᴇᴀɴ ᴜɴɪᴏɴ. ᴠɪᴇᴡꜱ ᴀɴᴅ ᴏᴘɪɴɪᴏɴꜱ ᴇxᴘʀᴇꜱꜱᴇᴅ ᴀʀᴇ ʜᴏᴡᴇᴠᴇʀ ᴛʜᴏꜱᴇ ᴏꜰ ᴛʜᴇ ᴀᴜᴛʜᴏʀ(ꜱ) ᴏɴʟʏ ᴀɴᴅ ᴅᴏ ɴᴏᴛ ɴᴇᴄᴇꜱꜱᴀʀɪʟʏ ʀᴇꜰʟᴇᴄᴛ ᴛʜᴏꜱᴇ ᴏꜰ ᴛʜᴇ ᴇᴜʀᴏᴘᴇᴀɴ ᴜɴɪᴏɴ ᴏʀ ᴛʜᴇ ᴇᴜʀᴏᴘᴇᴀɴ ᴇᴅᴜᴄᴀᴛɪᴏɴ ᴀɴᴅ ᴄᴜʟᴛᴜʀᴇ ᴇxᴇᴄᴜᴛɪᴠᴇ ᴀɢᴇɴᴄʏ (ᴇᴀᴄᴇᴀ). ɴᴇɪᴛʜᴇʀ ᴛʜᴇ ᴇᴜʀᴏᴘᴇᴀɴ ᴜɴɪᴏɴ ɴᴏʀ ᴇᴀᴄᴇᴀ ᴄᴀɴ ʙᴇ ʜᴇʟᴅ ʀᴇꜱᴘᴏɴꜱɪʙʟᴇ ꜰᴏʀ ᴛʜᴇᴍ.

LETTERS FROM ESC | Alessia Mancino

SALONICCO (Grecia)

Novembre 2023 – Giugno 2024

· Il racconto di Alessia Mancino

Sono Alessia, ma mi faccio più spesso chiamare Alina. Sono stata a Salonicco, in Grecia, da novembre 2023 a giugno 2024 presso l’ONG United Societies of Balkans, nel progetto Balkan Hotspot.
Questi sette mesi mi hanno insegnato di poter essere molto di più di ciò che credevo di poter essere.
Ho scritto articoli su democrazia, linguaggio inclusivo, danza e cultura, ho co-diretto e realizzato un documentario sull’attivismo, ho ideato e facilitato workshop sul consenso e organizzato giornate di scambio vestiti e oggetti per incentivare le pratiche di riuso.
Ho fatto amicizia con persone molto diverse da me, ho scoperto di amare la vita di comunità che tanto mi spaventava, condividendo spazi, momenti, emozioni con altre venti persone.
Ho acquisito fiducia nelle mie competenze pratiche, artistiche e umane.
La Grecia mi ha fatto capire che, con un po’ di coraggio e fiducia, ci sono molte più porte da aprire di quelle che credessi.
La mia esperienza ESC è stato un dono di cui non sapevo di avere bisogno.

LETTERS FROM ESC | Viola Prunotto

MANOSQUE (Francia)

Settembre 2023 – Giugno 2024

· Il racconto di Viola Prunotto

La mia missione si è svolta a Manosque (Francia, dipartimento 04) tra settembre 2023 e luglio 2024. L’associazione che mi ha ospitata, Éclat de lire, è un perfetto connubio tra i campi culturale e sociale.
Lo scopo principale, difficile da definire con chiarezza vista l’attività perenne dell’associazione in numerose strutture della città, è rendere la lettura più accessibile ai giovani. Per questo, il progetto prevede uno stretto contatto con bambini, spesso stranieri o provenienti da situazioni sociali difficili.
Anche il coinvolgimento dei genitori è fortemente auspicato: l’associazione partecipa a programmi nazionali di inclusione sociale tramite la cultura. La speranza è invogliare a leggere e scrivere, incrementando l’immaginazione e la creatività.
Non manca anche una parte di organizzazione di eventi: ogni anno l’associazione si impegna nella realizzazione di un festival di letteratura giovanile, con invitati tra i più creativi autori per ragazzi disponibili sulla piazza, attori e musicisti. Ho assistito a moltissimi ateliers di scrittura e realizzazione artistica, aiutando i professionisti e i ragazzi a dare il meglio di sé.
L’associazione dispone di una vasta biblioteca aperta a tutti i generi letterari (sempre restando nella fascia di età 0-16anni). Tra i miei compiti figurava anche la corretta manutenzione e catalogazione dei testi.
Grazie alle numerose volontarie, che costituiscono il vero cuore pulsante di Éclat de lire, questo compito è sempre stato gradevole e stimolante. Insomma, un impegno a 360 gradi!
Consiglio vivamente l’esperienza e vi ringrazio per avermi supportata in questo anno.

LETTERS FROM ESC | Cecilia Mastria

SUMARTIN (Isola di Brac, Croazia)

Settembre 2023 – Giugno 2024

· Il racconto di Cecilia Mastria

Sono molto entusiasta di condividere con voi un un’avventura alla quale ho preso parte negli ultimi mesi, ovvero un progetto di volontariato con il Corpo Europeo di Solidarietà (ESC), un’iniziativa dell’Unione Europea che offre ai giovani l’opportunità di partecipare a progetti di volontariato in Europa con l’obiettivo di promuovere la solidarietà, la mobilità ed il coinvolgimento dei giovani nel contribuire ad affrontare le sfide sociali e creare una società più inclusiva.
Il progetto a cui ho avuto il piacere di partecipare si chiama Skills & Stories con l’organizzazione no profit Maritima Educare, situata nel villaggio portuale di Sumartin, sull’isola di Brac, in Croazia, che ha lo scopo di supportare e migliorare il patrimonio marittimo croato e la cultura marittima contemporanea della comunità locale.
Per questo motivo, l’associazione è giornalmente impegnata in attività di restauro di progetti di barche in legno croate e in programmi di educazione marittima all’interno delle scuole sull’isola. Il nostro primo progetto è stato il restauro di una barca a motore in legno, “Mala Barka”, la quale era stata donata a MEA da un pescatore di Sumartin. Per farlo, è stato fondamentale apprendere l’utilizzo dei vari utensili e macchinari e mettere in pratica le varie competenze della tradizionale carpenteria navale croata.
Un altro dei nostri progetti è stato il restauro e l’ammodernamento di una struttura dell’organizzazione, ovvero il Container in cui vi erano depositati i vari utensili e attrezzi.
Un altro dei progetti che più mi ha appassionata è stato contribuire all’organizzazione e creazione di vari workshop e progetti all’interno delle scuole primarie e secondarie di alcuni paesi dell’isola, al fine di mostrare il metodo di lavorazione e restauro delle barche attraverso piccoli modelli di queste create da noi volontari e con lo scopo di far conoscere e avvicinare sempre di più i giovani alla tradizionale cultura marittima.
Infine, durante la nostra permanenza a Sumartin abbiamo preso parte a varie attività sociali all’interno della comunità locale, come l’organizzazione di giornate ecologiche volte alla pulizia delle spiagge.
Diventare una volontaria con il corpo Europeo di Solidarietà presso l’associazione MEA mi ha dato la possibilità di vivere un’esperienza straordinaria in un piccolo paesino, a contatto con la natura e la semplicità e di immergermi nella lingua e nelle tradizioni della comunità locale.
Ho avuto la fortuna di conoscere e stringere amicizia sia con i volontari di MEA, Tea, Lucas e Jose, miei compagni di viaggio, sia con altri volontari per altre organizzazioni croate ed essere in contatto con persone provenienti da tutta Europa aventi tradizioni, cultura e background differenti, permettendomi di visitare posti mozzafiato, viaggiando e scoprendo la bellezza dei Balcani nella loro unicità.

ESC in Croazia: due settimane piene di serenità!

Leggi l’articolo fino in fondo per una simpatica sorpresa! 😉

Quanto possono valere due settimane? La risposta credo sia molto soggettiva, ma è la prima domanda che mi viene in mente ripensando alla mia esperienza ESC; ero solita pensare che le esperienze all’estero fossero l’Erasmus, ovvero quella cosa che raggiungi tramite l’università, che ti impegna per un anno o quasi, in cui devi investire molto tempo e molto denaro. Poi un’amica mi ha inoltrato un bando in un momento in cui avevo bisogno di nuovi orizzonti, ho scritto una lettera motivazionale piena di speranze e in un soffio mi sono ritrovata a partire, da sola per aeroporti, e arrivare nell’isola di Brač, in Croazia.

La Croazia sembra molto vicina, finchè non ti trovi a partire di notte e arrivare di notte, improvvisandoti turista nelle tappe intermedie del viaggio; raccogli (o ti fai raccogliere) lungo il percorso da qualche altro volontario il cui viaggio di arrivo si incrocia con il tuo e ad un certo punto arrivate insieme a raggiungere quella che per le successive due settimane sarà la vostra famiglia.

Già, in due settimane è possibile conoscere persone tanto intensamente quanto in una vita intera, forse di più. Sento molto vicini i miei compagni di viaggio e so che mi rimarranno dentro per sempre, ciascuno con una sua caratteristica particolare, ciascuno a suo modo. È qualcosa di straordinario.

Tornando alle esperienze più concrete, cosa dire? Il tempo è volato, letteralmente. Le sei ore di lavoro quotidiane nello shipyard sono passate leggere e ci hanno insegnato molto; abbiamo imparato a rivalutare il lavoro manuale, ha in sé tutta la dignità di qualsiasi altro lavoro e in più ti permette di visualizzare il frutto della tua fatica e del tuo tempo immediatamente e concretamente. Abbiamo imparato l’arte del recupero delle barche in legno, del kalafat, della raccolta manuale delle olive e dell’intaglio della pietra, grazie ad una splendida uscita didattica in cui abbiamo potuto vedere la quotidianità di un istituto superiore locale.

Abbiamo imparato a vivere insieme, un gruppo di 16 persone in tre case diverse che ci sono sembrate una sola, a cooperare e collaborare perché la vita fosse il più serena e felice possibile per tutti i componenti del gruppo. Ciascuno ha messo a disposizione i propri talenti dando il proprio contributo alla vita della comunità.

Abbiamo condiviso le tradizioni e le culture dei nostri 4 paesi di origine, accrescendo il nostro spirito europeo e incuriosendoci gli uni gli altri.

Abbiamo scoperto le meraviglie della piccola cittadina di Sumartin, le spiagge, le spiagge e ancora le spiagge! Il plancton che si illumina di notte se muovi l’acqua, il sole che va via velocemente, i caldi pomeriggi e le notti fredde e umide, le mille stelle e le decine di stelle cadenti che ti danno l’impressione di vivere in un altro mondo.

Mi manca tutto questo ma è giusto così: l’ESC è una parentesi, bellissima, che ti insegna molte cose e ti lascia molti strumenti; penso di aver portato a casa un po’ di quella luce che ci ha fatto brillare gli occhi per la maggior parte del tempo, un po’ di positività tanto difficile da trovare nella società di oggi. Hvala Croazia!

Francesca

Ecco qui la sorpresa: i giovani partecipanti all’ESC Outwards Bound hanno riadattato una famosa canzone dei Beatles con un testo sulla loro esperienza! 😍
(Troverete il testo sotto il video)

VID-20191204-WA0012

🎼 In the town where i was born
Lived a life that asked for more
So I went across the sea
To the village of sumartin

We all lived in the village of sumartin

There I met a lot of friends
And learned to love each one of them
Lots of wood and lots of fun
In the shipyard
With Mike the one

Rit

Sunny days and freezing nights
Lots of memories in our eyes

Now it’s time to say goodbye
Tears of rakia from our eyes 🎶



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