UPRISE – UNLEASHING THE POWER OF SOCIAL ENTREPRENEURSHIP
UPRISE – UNLEASHING THE POWER OF SOCIAL ENTREPRENEURSHIP è il titolo del training course finanziato dal programma Erasmus+ che ha avuto luogo lo scorso agosto a Bernati una piccola cittadina lettone affacciata sul Mar Baltico. Lo scopo del progetto organizzato dall’associazione Inspiration by Motion Latvia, a cui associazione Eufemia ha preso parte come organizzazione partner, era quello di sensibilizzare i giovani sul ruolo che l’imprenditoria sociale può avere come strumento utile per affrontare questioni relative ai rifugiati e altri problemi sociali. A questo corso di formazione hanno preso parte 24 giovani provenienti da Italia, Lettonia, Spagna, Grecia, Portogallo, Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca, che durante i 10 giorni di svolgimento del progetto hanno lavorato insieme sul tema guidati da 2 trainers. Le modalità di lavoro e le attività svolte erano basate su metodi di apprendimento non formale e prevedevano quindi un approccio alla tematica basato su giochi di ruolo, presentazioni e dibattiti, attività che rendono quella del partecipante una presenza attiva all’interno del progetto.

Dopo le attività del primo giorno, volte a conoscerci meglio e a condividere le nostre paure e aspettative e il nostro contributo al corso, siamo entrati nel pieno delle attività: inizialmente ci sono state date delle nozioni riguardo all’imprenditoria, cos’è e quali sono le sue caratteristiche, dal momento che non tutti avevano lo stesso livello di conoscenze riguardo al tema. In seguito abbiamo cominciato a parlare di imprenditoria sociale cercando di capire chi è un imprenditore sociale, quali sono le peculiarità di un impresa sociale e in che modo essa si distingua da un normale business o da un’organizzazione non governativa. Nei giorni seguenti, dopo aver appreso le conoscenze di base riguardanti l’imprenditoria sociale, abbiamo avuto modo di lavorare autonomamente alla creazione di un’impresa sociale ideale che rispondesse ai requisiti posti dai trainer o risolvesse problemi di tipo sociale esistenti nei nostri paesi.

Durante il corso di formazione abbiamo inoltre svolto attività che ci aiutassero a capire come affrontare e superare i pensieri negativi o a prendere decisioni potenzialmente rischiose e abbiamo avuto modo di lavorare divisi in team nazionali e confrontarci con i partecipanti degli altri paesi riguardo a situazioni come per esempio la diffusione della cultura imprenditoriale o il tasso di occupazione nei nostri paesi, nonché partecipare ad attività come “NGO Bazaar”, durante la quale abbiamo potuto conoscere le organizzazioni degli altri paesi partecipanti che hanno preso parte al progetto. Nel tempo libero abbiamo avuto l’opportunità di visitare la vicina città di Liepaja ed esplorare la natura nei dintorni del campeggio dove risiedevamo durante il progetto.

Prendere parte a questo corso di formazione è stata per me un’esperienza molto arricchente perché noi partecipanti abbiamo avuto modo di svolgere attività molto ben organizzate sotto la supervisione di trainer capaci di trasmettere efficacemente le loro conoscenze e perché ho avuto modo di confrontarmi e imparare dall’esperienza degli altri partecipanti, spendendo con loro del tempo di qualità anche al di fuori delle attività programmate.
Alessandra







Tutte le attività erano focalizzate sul tema della sostenibilità, sul come sia possibile, anche in un contesto urbano di periferia, scegliere di adottare uno stile di vita sano ed ecologico, non dimenticandosi della comunità in cui si è inseriti e dell’importanza di conoscere e integrare le diverse culture che la compongono. Sostenibilità ecologica, economica e sociale. Un esempio delle attività pensate per far riflettere i ragazzi sono state le City Challenges, vere e proprie “cacce al tesoro” virtuali (utilizzando un’app sul proprio smartphone) con cui i partecipanti hanno potuto esplorare la periferia e il centro di Torino e cogliere le differenze tra i due luoghi. O ancora la “cena in famiglia”, in cui a piccoli gruppi i partecipanti hanno potuto passare una serata “like a local” con giovani e famiglie che avevano dato disponibilità ad ospitarli.
Sul fronte mobilità sostenibile abbiamo optato per una biciclettata dall’Ostello al Parco del Valentino, che ha permesso ai partecipanti di città esistano alternative green. L’attività è stata possibile anche grazie alla collaborazione di ToBike – Gtt e della Ciclofficina del Cecchi Point, che ci hanno fornito le biciclette.
Tra le attività c’è stata anche una visita alla Casa del Quartiere di San Salvario, dove si è poi svolta la festa finale, per far capire ai partecipanti a cosa serve un luogo come questo in un quartiere periferico: si tratta di un luogo di aggregazione che offre servizi, ma anche spazi per condividere le proprie idee e il proprio tempo libero a servizio degli altri. C’è una caffetteria che offre da mangiare prodotti a km 0 e usa stoviglie ecologiche, ci sono corsi e attività per adulti e ragazzi, c’è il cortile per giocare e la sala per fare le riunioni.
A tutte le attività si sono alternati momenti di discussione e riflessione tra i ragazzi e guidati in “famiglie”, gruppi misti in cui con il passare dei giorni aumentava la confidenza e la voglia di condividere le proprie idee.
D: Ok. Belli i trainings, eh.. però non può essere tutto rose e fiori?! Vogliamo conoscere un elemento negativo del TC?!
D: Commenti finali? 

There are photos of the camp but they cannot express the emotions that we lived there. The food after hikking, the solidarity in the trail, the emotion on the top of the hills. We shared more than two weeks together, we put in practice the values that our EU is promoting: the solidarity between people, without differences of gender or nationality, we felt European , we felt humans. In our camp we learned more that what school can teach, we learned what means control your instincts, the values of food, water and over all: cooperation and friendship. I just can say thanks to the host organisation for the incredible work, thanks to European Union to gave me this opportunity. We are creating the new generation, we are growing without bordersand prejudices and today, looking what is happening around myself, I really believe that these type of projects are our future.
This June, thanks to ICPI and Mosta YEC I made two journeys. First one trough an amazing place, Racha in Georgia; stunning mountains, glaciers, rivers. Second journey was inside myself, exploring boundaries, pushing limits, using internal resources. Uncontaminated nature is the proper setting to expand your comfort zone and, going back to “civilization” appreciate even more the benefits of that.
A los pocos días llegaron Lotte, Diana y Jochem, mis compañeras de este año con las que todo es más divertido y te sientes acompañada. Las 4 vivimos situaciones similares aquí, así que tenerlas cerca hace que todo sea mejor.
Además como podéis ver, he experimentado una transformación estética y no sólo de mis actitudes personales. Con el pelo naranja y mi septum alguien dice “Ma dai!! “estás volviendo a la adolescencia y cada mes más profundamente” 
Ricordo ancora quando arrivai un tiepido 14 gennaio: la mia supervisora mi venne a prendere dalla stazione Herrera- Puente Genil con altre due volontarie. Guardando fuori dal finestrino della macchina iniziai a familiarizzare con il territorio circostante e in lontananza vidi avvicinarsi sempre più questo piccolo paesino andaluso completamente bianco.
Una cosa positiva del mio lavoro è l’essere concentrato soltanto in una parte della giornata e questo mi permette di avere libero il resto per altre attività come leggere, vedere film, sport, studiare spagnolo e pensare un po’ al futuro. Ma la parte più bella della settimana è il weekend nel quale cerco sempre di spostarmi (soprattutto grazie a Blablacar e Amovens) ed esplorare l’Andalusia. Poi ci sono i giorni di ferie che mi permettono di andare un po’ più lontano e a volte anche fuori dalla Spagna grazie ai voli low cost della Ryanair. Ecco, quello che non si può non fare durante uno SVE è viaggiare. 