Raccontiamo cosa facciamo. Le voci dei partecipanti

ESC in Croazia: due settimane piene di serenità!

Leggi l’articolo fino in fondo per una simpatica sorpresa! 😉

Quanto possono valere due settimane? La risposta credo sia molto soggettiva, ma è la prima domanda che mi viene in mente ripensando alla mia esperienza ESC; ero solita pensare che le esperienze all’estero fossero l’Erasmus, ovvero quella cosa che raggiungi tramite l’università, che ti impegna per un anno o quasi, in cui devi investire molto tempo e molto denaro. Poi un’amica mi ha inoltrato un bando in un momento in cui avevo bisogno di nuovi orizzonti, ho scritto una lettera motivazionale piena di speranze e in un soffio mi sono ritrovata a partire, da sola per aeroporti, e arrivare nell’isola di Brač, in Croazia.

La Croazia sembra molto vicina, finchè non ti trovi a partire di notte e arrivare di notte, improvvisandoti turista nelle tappe intermedie del viaggio; raccogli (o ti fai raccogliere) lungo il percorso da qualche altro volontario il cui viaggio di arrivo si incrocia con il tuo e ad un certo punto arrivate insieme a raggiungere quella che per le successive due settimane sarà la vostra famiglia.

Già, in due settimane è possibile conoscere persone tanto intensamente quanto in una vita intera, forse di più. Sento molto vicini i miei compagni di viaggio e so che mi rimarranno dentro per sempre, ciascuno con una sua caratteristica particolare, ciascuno a suo modo. È qualcosa di straordinario.

Tornando alle esperienze più concrete, cosa dire? Il tempo è volato, letteralmente. Le sei ore di lavoro quotidiane nello shipyard sono passate leggere e ci hanno insegnato molto; abbiamo imparato a rivalutare il lavoro manuale, ha in sé tutta la dignità di qualsiasi altro lavoro e in più ti permette di visualizzare il frutto della tua fatica e del tuo tempo immediatamente e concretamente. Abbiamo imparato l’arte del recupero delle barche in legno, del kalafat, della raccolta manuale delle olive e dell’intaglio della pietra, grazie ad una splendida uscita didattica in cui abbiamo potuto vedere la quotidianità di un istituto superiore locale.

Abbiamo imparato a vivere insieme, un gruppo di 16 persone in tre case diverse che ci sono sembrate una sola, a cooperare e collaborare perché la vita fosse il più serena e felice possibile per tutti i componenti del gruppo. Ciascuno ha messo a disposizione i propri talenti dando il proprio contributo alla vita della comunità.

Abbiamo condiviso le tradizioni e le culture dei nostri 4 paesi di origine, accrescendo il nostro spirito europeo e incuriosendoci gli uni gli altri.

Abbiamo scoperto le meraviglie della piccola cittadina di Sumartin, le spiagge, le spiagge e ancora le spiagge! Il plancton che si illumina di notte se muovi l’acqua, il sole che va via velocemente, i caldi pomeriggi e le notti fredde e umide, le mille stelle e le decine di stelle cadenti che ti danno l’impressione di vivere in un altro mondo.

Mi manca tutto questo ma è giusto così: l’ESC è una parentesi, bellissima, che ti insegna molte cose e ti lascia molti strumenti; penso di aver portato a casa un po’ di quella luce che ci ha fatto brillare gli occhi per la maggior parte del tempo, un po’ di positività tanto difficile da trovare nella società di oggi. Hvala Croazia!

Francesca

Ecco qui la sorpresa: i giovani partecipanti all’ESC Outwards Bound hanno riadattato una famosa canzone dei Beatles con un testo sulla loro esperienza! 😍
(Troverete il testo sotto il video)

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🎼 In the town where i was born
Lived a life that asked for more
So I went across the sea
To the village of sumartin

We all lived in the village of sumartin

There I met a lot of friends
And learned to love each one of them
Lots of wood and lots of fun
In the shipyard
With Mike the one

Rit

Sunny days and freezing nights
Lots of memories in our eyes

Now it’s time to say goodbye
Tears of rakia from our eyes 🎶



Se anche tu vuoi partire per un progetto internazionale, consulta il nostro sito alla voce opportunità: https://www.observe01sviluppo.cloud/oldeuf/category/opportunita/ 🌍

Water Watchers a Zaporcai, Ungheria

Siamo partiti curiosi e pieni di voglia di fare.
Per due settimane  abbiamo lavorato a stretto contatto con la natura e siamo stati i Water Watcher del progetto.
Ci siamo divisi in diversi workshop, A. Si occupava di riprendere tutte le attività che svolgevamo, immortalando i momenti più belli e intensi. I., F. e N. si sono cimentati per una settimana nella costruzione di un sistema di irrigazione che fa in modo di annaffiare le piante goccia dopo goccia in modo da evitare ogni spreco. M. ha lavorato sodo con gli altri partecipanti per costruire una doccia da giardino, una doccia in mezzo alla natura con l’acqua scaldata dai raggi del sole. Infine A. e D. si sono occupati di misurare i parametri dell’acqua da diverse fonti come il lago, l’acqua piovana, l’acqua dal rubinetto etc e poi sono riusciti a costruire un’opera d’arte con i rifiuti.
Questa settimana ci ha resi ancora più sensibili sulle tematiche ambientali e ci ha aiutato a capire ancora di più come evitare gli sprechi.
La sintonia che c’era tra di noi sarà difficile da ritrovare altrove, siamo stati una squadra dall’inizio alla fine.
Clicca qui per vedere il video che i ragazzi hanno realizzato!
…e se vuoi saperne di più c’è anche la video intervista su Youtube.

#OHBridges – uno scambio a OROSHAZA, Ungheria

Cosa sono per noi i progetti Erasmus+?

Erasmus Plus è un progetto finanziato dall’Unione Europea per permettere ai giovani di conoscersi e stringere legami, ma soprattutto per conoscere la cultura e le tradizioni di paesi diversi.

Alcuni progetti coinvolgono ragazze e ragazzi a partire dai 13/14 anni, anche se pochi, e di diversa durata; questa nostra esperienza è stata una di quelle.

Eravamo 5 persone per paese: un accompagnatore e quattro ragazzi. Ad OROSHAZA, piccola cittadina a circa due ore da Budapest, eravamo Ungheresi, Spagnoli, Portoghesi, Croati, Lettoni, Bulgari ed Italiani.

Sembra l’inizio di una barzelletta ma in realtà è stata la nostra esperienza molto bella e formativa, dove abbiamo conosciuto tantissime nuove persone, creando così una nuova grande famiglia composta da 40 giovani.

Grazie a questo progetto ora possediamo molte più conoscenze di quando siamo partiti. Abbiamo assaporato i tradizionali cibi ungheresi e imparato anche delle parole nelle altre lingue, costruendo un vero e proprio vocabolario comune. Abbiamo cercato di comunicare con l’inglese, ma anche ascoltando canzoni o guardando video.

“Alla fine posso dire di essere cresciuta almeno un po’ e di aver più padronanza nel parlare la lingue inglese e lo spagnolo.” dice Chiara.

“Mi è piaciuta molto questa esperienza in Ungheria, perché ho imparato a socializzare di più e il mio inglese è migliorato! Mi sono trovato molto bene, la struttura mi è piaciuta e anche il cibo non era male. Anche se ovviamente hanno una cultura gastronomica diversa dagli italiani, però era tutto ottimo!” racconta William, nella sua prima esperienza all’estero.

“Nel mio viaggio in Ungheria ho imparato molte cose come l’esporsi in pubblico, non nego che sia stato difficile nella lingua che non parlo tutti i giorni, ovvero l’inglese, ma mi è servita per aprirmi con altri ragazzi, e ho capito quanto una lingua sia importante per relazionarsi con il mondo. Ho migliorato anche il mio inglese, ho imparato qualche parola in alcune lingue. Ho visitato una nuova città, Budapest, molto bella e ho visto il famosissimo ponte, mi sono divertita moltissimo, con un accompagnatore simpaticissimo e dei nuovi amici italiani con cui ho condiviso il viaggio” e cosi ci confessa timidamente Alice anche lei nel suo primo progetto Erasmus+.

E così che dopo una magnifica giornata alle terme arriva l’ultimo giorno.

Momento dove i saluti diventano la conclusione del progetto. Arrivati ad un punto dove ci si conosce quasi come una vera famiglia e le lacrime e gli abbracci ci portano alla chiusura del nostro intero percorso.

La mia prima esperienza in un corso europeo sul game-based learning

Prima di iniziare il corso non sapevo cosa aspettarmi. Non ho mai partecipato ad una simile iniziativa. Appartengo ad un’organizzazione che lavora con i giovani e l’educazione non formale, ma io stesso non ho mai avuto l’opportunità di dedicarmi a questo tipo di attività perché il mio ruolo non è legato ai corsi formativi con i giovani. Mi sono iscritto al corso come una sfida personale, per prepararmi a nuove responsabilità, per imparare cose nuove e sperimentare nuove realtà, ma non avrei mai pensato che un progetto come questo sarebbe stato così trasformativo.

Il corso è previsto per un’intera settimana di immersione nel game design e nella riflessione su i giochi in generale, con componenti teoriche e un grande margine di creatività. Mentre i giochi sono al centro delle attività, l’interazione umana gioca un ruolo centrale nella formazione delle squadre e nella collaborazione per il raggiungimento degli obiettivi personali e di gruppo.

Se si partecipa ad un corso come questo, bisogna essere pronti ad impegnarsi, a mettersi in gioco, a coinvolgersi, a ascoltare gli altri ed a lasciarsi ascoltare, a lasciarsi trasportare dal flow dei propri compagni e dai giochi. Questo vi farà prendere coscienza di parti di voi stessi che non sapevate che esistevano, o che a malapena vi mettete in contatto, ma è solo una questione di lasciarsi giocare e godersi il momento proprio come nell’infanzia.

Ho imparato che i giochi fisici possono dare energia quando ci si sente bassi, che attraverso i giochi da tavolo si possono creare universi interi e divertirsi molto, che non è necessario competere per divertirsi, e ho confermato che c’è sempre una parte educativa di ogni gioco di cui si può approfittare.

Oltre a incontrare alcune persone fantastiche provenienti da molti paesi e iniziare a sviluppare reti per ulteriori collaborazioni, ho preso alcuni insegnamenti che possono aiutare me ed altri per progetti futuri.

1. La game-based learning è un ottimo modo per imparare: attraverso i giochi possiamo trasmettere valori e conoscenze che possono essere utilizzati sia per l’educazione formale che non formale.

2. L’interscambio europeo è un’esperienza molto arricchente, uscire dalla solita routine ed entrare in un programma immersivo con i colleghi internazionali crea una sinergia culturale e didattica che è senza dubbio utile per replicare in progetti domestici.

3. La società può trarre grandi benefici dalla game-based learning: se cambiamo la nostra mentalità riguardo a molte delle nostre questioni sociali, e cominciamo ad aggiungere un po’ di giochi nelle soluzioni proposte, possiamo creare non solo risultati più efficaci ma anche cittadini più impegnati per le sfide più comuni del nostro tempo.

Spero che tutti coloro che lavorano con i giovani e l’istruzione possano partecipare almeno una volta a un progetto come questo, è un’opportunità di crescita umana e professionale se lo si abbraccia in questo modo.

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ICT4What?

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One step more – Short term Spanish volunteer

Sometimes you need to go out, discover what’s beyond, travel, get to know places and recognize yourself.

For me Rosario, a 21-year-old Spanish girl was not the first time I felt this, and I decided to travel abroad. My first time was two years ago with an Erasmus to France that takes 4 months. When I finished this experience, I knew that my next destination would be Italy.

It was all about destiny, a trip in which I visited my cousin who was also doing Erasmus, made me know about this association and a large part of their volunteers. And I thought, this is my chance, I’m going to get in touch with the association to see if they have a place for me this summer and that’s how it was.

Telling the story like this is not funny. So… I will tell you what exactly happened:

It was 21 of March at 9.19 a.m. and I messaged Leo, one Italian boy that was with me in France, telling him that I was thinking of going to TURIN to visit my cousin in her Erasmus, so maybe in the way or something I could meet him. he started to write a lot of happy emojis and OMGs, and then he told me… I’m in TORINO since September…
at first, I didn’t understand why he was so exciting… so I look in internet, distance between Torino and Turin…. and yes… maybe you think that I’m stupid because is the same… but… I didn’t know it…. finally, my cousin was living 15 minutes waking from the house of Leo… and… I decided to go to visit her like I told you before.

This experience, which has lasted 2 months, has provided me with a lot of personal as well as professional skills. Personal as you can imagine because you grow up, you become independent, you live with people from different countries, convivial life, you learn to manage your money and your time …

And professional because in my case I am studying Social Education and this experience has helped me to work with different groups: young people, people in exclusion, homeless people … in projects such as Cooking lab, Food Pride & Panacea, Language club and other projects I’ve done together with another association (Madiba) like Camping Jo, Spazio Giovanni Beinasco and video editing.

At the same time, I have been able to learn and see how an association works from within, bureaucratic, economic, communication, project management, meetings, organization, things that I learned that will surely help me in my future work for sure.

I have to say that sometimes you do not do very well with the language, I knew nothing about Italian when I arrived … But it is worth it, it is worth living 2 months your way, see how little by little your mentality undergoes changes, as little by little you feel more mature.

It’s worth it because such an opportunity you don’t have every day. I took that train that passed through the station without predisposing it, and you? Would you take it?

P.S: Who said that with 21 years I could not learn to ride a bike? If I told you … my experience riding a bike in Turin, I would give for another blog …

Thanks Eufemia for the opportunity, we will keep in contact.

YE. AgriCoolture – Slovenia

Bio, Eco, Green…

Cosa ci aspettiamo oggi dal settore agricolo?

Forse, che sia in grado, combinando tradizione e innovazione, di produrre le materie prime necessarie a sfamarci in maniera sana e rispettosa dell’ambiente.

Ed ecco che “Bio, Eco e Green” diventano i termini più ricercati (e abusati?!) tanto dai produttori, quanto dai consumatori.

Ma quanto ne sappiamo realmente?

Questo scambio ti offre la possibilità di incontrare, nella splendida cornice naturale della piccola città di Ormož, giovani provenienti da Slovenia, Grecia, Repubblica Ceca e Italia, con cui confrontarti sulle sfide e le opportunità che caratterizzano il settore primario contemporaneo. E non solo!

Sono previsti workshop direttamente “sul campo”, attività di educazione non formale, attività all’aperto, visite di studio, degustazioni e incontri con giovani imprenditori locali di successo nel settore agricolo, pronti a condividere i retroscena della propria produzione.

Per maggiori informazioni dai un occhiata all’Infopack del progetto!

QUANDO: 20-27 Ottobre 2019

DOVE: Ormož, Slovenia

PARTECIPANTI: 5+1 group leader

ETA’: 18-30

QUOTA: 60€ (quota associativa e assicurazione + contributo di solidarietà)

Per maggiori informazioni e per le candidature scrivere a youth@eufemia.eu, compilando la scheda motivazionale entro giovedì 03/10.

[Il progetto è co-finanziato dal programma Erasmus+. Per informazioni sulla nostra policy per selezione e quote, consulta le FAQ]

SEM. The CLIP – Repubblica Ceca

Vuoi metterti in gioco e fare un’esperienza che vada un pochettino oltre quella dello scambio internazionale?

Se la risposta è sì, bene, continua a leggere.

Quanto tempo trascorri on-line, in particolare guardando video su YouTube, TikTok o in generale sui social network?

Forse non ci hai mai riflettuto, ma questi canali virtuali oltre a dar spazio allo svago e al divertimento possono diventare luogo di divulgazione per i cosiddetti hate speech, letteralmente discorsi d’odio. Proprio Youtube, secondo uno studio condotto dall’Institute for Internet and Society, risulta ai primi posti tra le piattaforme online con la più alta percentuale di segnalazioni per casi di incitamento all’odio. Ma cosa possiamo fare noi per contrastare questo fenomeno?

I nostri amici della Repubblica Ceca hanno avuto un idea: rispondere al fuoco con il fuoco (in senso buono ovviamente)!

Ecco come nasce il progetto The CLIP: dall’idea di contrastare intolleranza e radicalizzazione, fomentate dagli hate speech, utilizzando proprio lo stesso mezzo con cui essi vengono divulgati, il video.

L’obiettivo è quello di realizzare un video clip da pubblicare online per promuovere messaggi positivi e basati sui valori di:

C – cooperation (cooperazione),

L – learning (apprendimento),

I – innovation (innovazione),

P – peace (pace).

Il progetto è strutturato in 2 parti: un seminario per youth worker o giovani motivati e pronti a mettersi in gioco e uno scambio, che avrà luogo più avanti, verosimilmente in primavera. Tieni presente che prendere parte al seminario non è vincolante rispetto al partecipare alla seconda parte.

Durante il seminario avrai modo di incontrare altri giovani con differenti background e cultura, per andare al di la degli stereotipi alla ricerca di valori e passioni comuni, condividere e sviluppare le tue competenze in materia di video editing, esprimere la tua creatività con workshop di danza, movimento e performance, attività di educazione non formale, all’aria aperta e infine metterti in gioco nel proporre idee e metodi che saranno poi messi in pratica durante lo scambio.

Per maggiori informazioni dai un’occhiata all’Infopack del progetto!

DATA: 26-29 Ottobre 2019

DOVE: Náchod, Czech Republic

PARTECIPANTI: 2

ETA’: 18+

QUOTA: 60€ (quota associativa e assicurazione + contributo di solidarietà)

Per maggiori informazioni e per le candidature scrivere a youth@eufemia.eu, compilando la scheda motivazionale entro giovedì 03/10.

[Il progetto è co-finanziato dal programma Erasmus+. Per informazioni sulla nostra policy per selezione e quote, consulta le FAQ]