Progetti afferenti all’area Digital

Il gioco Mai smettere di giocare, lo dice anche la scienza.

Il gioco: mai smettere di giocare, lo dice anche la scienza!

Giocare piace un po’ a tutti e, a pensarci bene, attraverso il gioco impariamo a conoscere il mondo intorno a noi fin da quando siamo bambini. Il gioco ci coinvolge da sempre ed è uno dei primi strumenti che, consapevolmente o meno, facilita il nostro apprendimento proprio grazie al suo potere trascinante. Giocare è considerata dalle scienze del comportamento come un’attività di intrattenimento volontaria e motivata svolta per scopo ricreazionale. Un gioco, per essere tale, deve possedere degli obiettivi chiari e predefiniti e deve essere definito secondo precise regole la cui infrazione comporta sanzioni per chi le commette. 

Sono diverse le caratteristiche che definiscono la piacevolezza dell’esperienza di gioco: in primis, si tratta di un’attività che è parte integrante della natura umana proprio perché fin da piccoli, giocando, si inizia a scoprire la vita. Il gioco, inoltre, aiuta il cervello a produrre endorfine generando una sensazione di benessere. Giocando, ci confrontiamo infatti con molte emozioni ravvicinate: le viviamo con leggerezza perché siamo consapevoli della loro limitatezza nello spazio e nel tempo e così ce le godiamo senza remore. Infine, attraverso il gioco entriamo in relazione con altri giocatori: ciò permette di sperimentare dinamiche di cooperazione o di sfida attraverso l’applicazione di strategie e di ragionamenti e lo sviluppo della creatività.

Le dinamiche di gioco, regolarmente integrate in attività didattiche rivolte ai più piccoli, sono sempre più applicate anche nelle attività non formali per l’educazione di diverse fasce di età proprio per il loro potere di favorire l’acquisizione di competenze trasversali oltre che arricchire il percorso di formazione rendendolo più attivo e partecipe.

Nuovi approcci all’apprendimento non formale.

Negli ultimi anni, vi è stata una presa di consapevolezza circa le potenzialità dell’apprendimento non formale. Con l’obiettivo di renderlo più coinvolgente e interattivo, vi sono diverse metodologie che stanno diventando sempre più popolari e vengono applicate in diversi tipi di contesti, sia educativi oltre che in attività aziendali. Stiamo parlando delle metodologie relative alla Gamification e al Game Based Learning. Vediamole nel dettaglio.

La gamification è l’uso di elementi di gioco in contesti non ludici, come ad esempio l’ambiente di lavoro o l’istruzione, per motivare e impegnare le persone. L’obiettivo della gamification è quello di rendere le attività più divertenti e coinvolgenti, migliorando così la motivazione e la partecipazione delle persone.

L’efficacia di questa metodologia risiede nel riuscire a creare motivazione nell’utente attraverso elementi come il punteggio, la classifica, i livelli etc.

Proprio come sosteneva Albert EinsteinIl gioco aiuta ad ottenere e vedere migliori soluzioni, a sentirsi migliori, a trovare nuovi usi e nuove modalità di porsi di fronte alle solite azioni”, attraverso la metodologia della gamification, si crea spazio per l’ascolto e lo sviluppo del pensiero laterale e quindi alla sperimentazione della creatività attraverso diversi stimoli. 

Il Game Based Learning si riferisce all’utilizzo di giochi educativi per migliorare l’apprendimento dei giocatori. In questo caso, il gioco stesso diventa il metodo di insegnamento. Questo tipo di apprendimento può essere utilizzato in una vasta gamma di contesti, come ad esempio l’istruzione formale, la formazione aziendale o la riabilitazione fisica.

I giocatori, risolvendo problemi all’interno del gioco, imparano attraverso l’esperienza pratica (learning by doing): essi possono applicare le conoscenze acquisite sui banchi di scuola in un contesto pratico e vedere come queste possono essere utilizzate nella vita reale. Il Game Based Learning può essere utilizzato in molte aree dell’educazione (matematica, scienza, storia e lingue). Questa metodologia è utilizzata per sviluppare competenze come il pensiero critico e creativo, il pensiero computazionale, il problem solving, la capacità di collaborazione etc.

Esempi e applicazione.

L’applicazione delle metodologie sopra descritte, è riscontrabile anche nell’ambito delle Industrie Culturali e Creative. Ne è un esempio l’azienda WE ARE MUESLI, nata nel 2011 a Milano che sfrutta la metodologia del Game Based Learning per valorizzare e promuovere il patrimonio storico, culturale e artistico italiano. Attraverso la progettazione di attività digitali e fisiche come le Escape Room o i giochi analogici, vengono trasmesse nozioni e competenze in ambito letterario e artistico. WE ARE MUESLI collabora con enti pubblici, scuole e aziende e crea prodotti per far riflettere su temi di importanza storica come ad esempio il docu-game “Venti mesi” sulla resistenza antifascista italiana oppure “Wer ist wer” realizzata in merito ai trent’anni dalla caduta del muro di Berlino.

Un esempio, invece, di applicazione della metodologia della Gamification è quello relativo al card-game The Shapers – carte per dare forma al vostro futuro. Si tratta di un’attività sviluppata dall’azienda slovena BB Consulting, nell’ambito del progetto europeo StayOn attraverso il Fondo di sovvenzioni SEE e Norvegia per l’occupazione giovanile. Il gioco si compone di carte ed è uno strumento di sviluppo personale. Infatti, trae ispirazione dalla teoria dei tipi di personalità sociale di Merrill-Reid e dai tipi di Erikson del comportamento umano sul posto di lavoro. Il gioco propone sfide, domande e citazioni con l’obiettivo di rafforzare alcune soft skills: può essere giocato individualmente oppure in un contesto di coaching/mentorship.

In conclusione, il gioco è molto più di un passatempo; è un potente strumento per apprendere, motivare e crescere sia a livello individuale che collettivo. Incorporare elementi ludici nelle attività quotidiane può portare a risultati sorprendenti, migliorando la qualità della formazione, il coinvolgimento e la collaborazione in molteplici contesti. Quindi, la prossima volta che giocate, ricordate che state facendo molto di più che divertirvi: state imparando e crescendo. Non smettete mai di giocare!

 

Escape Rooms for the Cultural and Creative Industries è co-finanziato dal Programma Erasmus+ dell’Unione Europea

La formazione di Strali – GASP!

Strali offre un percorso formativo online per giovani studenti e attivisti. La formazione si concentra sulla strategic litigation – ovvero l’utilizzo del contenzioso strategico per la tutela ed il riconoscimento dei diritti fondamentali – e la crisi climatica.

Il percorso si articolerà in sei giornate di formazione così organizzate:

6 aprile 2023 – h. 16-18
Fondamenti di strategic litigation: Che cos’è la Strategic Litigation, com’è nata e qual è la sua valenza nel contesto europeo e italiano

20 aprile 2023 – h. 16-18
Strumenti di Strategic Litigation: Nel concreto, quali sono gli strumenti del diritto e le azioni legali e istituzionali che si possono intraprendere nell’ambito di un caso strategico

4 maggio 2023 – h. 16-18
Advocacy e comunicazione nella SL: L'importanza di comunicare correttamente il proprio lavoro e mobilitare l’opinione pubblica quando si affronta un caso strategico

18 maggio 2023 – h. 16-18
Strategic Litigation e migrazioni: Il fenomeno migratorio e l’impatto sui diritti fondamentali dell’essere umano: cosa si può e si deve fare, e con quali strumenti

8 giugno 2023 – h. 16-18
Tutela della libertà personale: La libertà personale è tra i diritti fondamentali maggiormente interessati dal mondo giuridico (misure cautelari, pene detentive, detenzione amministrativa). Strumenti e azioni per tutelarla nell’ambito del contezioso strategico

22 giugno 2023 – h. 16-18
AI, algoritmi e diritti umani: Il crescente utilizzo di AI ed algoritmo da parte delle autorità pubbliche e degli enti privati mette a rischio i diritti umani. Qual è la normativa applicabile e in che modo possiamo tutelarci


Incontri Online. Registrazioni QUI.

 

CS – Con GASP! e StraLi un percorso di formazione per giovani attivisti

 

Lavora con noi!

I social media sono la tua passione?

Allora questa opportunità è per te, stiamo cercando collaboratore/rice esperto/a in comunicazione per il sociale 👀
Collaborazione a progetto per 6 mesi, con prospettiva di inserimento stabile. Inizio a Gennaio 2023.

Invia il tuo CV a CANDIDATURE@EUFEMIA.EU entro il 31/12/2022 📝

Il progetto “NE-Exit”

Oh, cosa sta succedendo!

Grandi nuove proposte in Si Può Fare 🦄

La call è rivolta a ragazz* tra i 15 e i 29 anni che sono interessati/e ad approfondire argomenti sul mondo digitale.

Quali?
Sceglieteli direttamente voi rispondendo al questionario 👈🏼

SCADENZA INVIO CANDIDATURE: ore 12.00 di martedì 10 gennaio 2023.

Il progetto “NE-Exit” vuole costruire un percorso di riappropriazione della vita sociale ed economica dei giovani attraverso l’implementazione di attività legate a tre ambiti fondamentali: la partecipazione alla vita sociale e civica; la formazione extra-scolastica e l’ambito lavorativo. E allo stesso tempo vuole fornire nuovi strumenti a supporto di tutti quei giovani e giovanissimi che vogliono sperimentare e arricchire il proprio percorso di crescita!

Parte la scuola Web 2.D!

L’Associazione Eufemia avvia il progetto scuola Web2.D !
Web2.D è un progetto innovativo che prevede un corso di alfabetizzazione digitale per sole donne, strutturato in lezioni interattive e laboratori pratici, con esercitazioni di gruppo e uscite/incontri presso i servizi e gli enti del territorio. Il focus sarà su azioni utili alla vita quotidiana come ad esempio: scrivere un CV, cercare annunci di lavoro ed inviare una candidatura, iscrivere mio figlio al portale della scuola, usufruire dei servizi online della città.
Sono previsti 3 incontri a settimana: lunedì, martedì e venerdì dalle 9h30 alle 12h30, con inizio il 9 marzo, per un totale di 105 ore di attività.
Il progetto è co-finanziato dalla Fondazione CRT e in collaborazione con la Cooperativa Orso.
Info e iscrizioni:
  • +39 327 98 39 327
  • servizi.educativi@eufemia.eu

Our 4 volunteers captured their On Arrival Training in Roma

Our long-term volunteers were at their “On Arrival Training” in Roma!

We are more than happy to share their stories with you:

 

Ruta: “You don’t want to miss it”, they said… “It’s one of the best parts of the volunteering”, they said… and they were right!

One week flew by like 2 days, emotions were just good ones, 30 people from 17 countries – all volunteers and new friends that we met in our “On Arrival Training” (OAT).

It’s not an easy decision to go to live abroad, especially for a long term. OAT is a tool, that helps to understand what are your duties, your rights, while doing volunteering, opens your mind to see what’s the purpose to participate in such a projects as European Solidarity Corps (ESC) and what you can get out of it.

After OAT I indeed had a feeling that a whole new room opened up in front of me – new space. And I carry it all the time with me, but it’s not heavy.

OAT is one of the things that, in my opinion, is difficult to describe and you should be there, to understand, but I will try – imagine 30 volunteers. Some of them are from the same country (like approx. 10 people from Spain, I even met one girl from my country-Latvia), but in general – 30 different people, from different countries, with different experiences and background. There is just one thing that brought us together – we all are volunteers in Italy. Our trainers not only managed to “drop our shields down”, but also made us all like one big team. And for that a big thank you! We did A LOT of workshops in different groups. At the end there wasn’t a volunteer with whom I didn’t work with at least once. We made podcasts, short movies, using various activities we opened our creativity.

OAT activities proved brilliantly that you can look at everything from a different perspective, that everyone sees, hears, perceives differently. And what’s in your country completely normal and obvious is not in others. Why? -Because it’s just not.

I’m thankful for this experience and suggest to all the volunteers to take the chance to participate in an OAT. 😊

 

Jenny: My On-Arrival-Training experience in Roma 2019

On an early Friday morning we left our beautiful Torino for Roma. It took us about 5 hours by train and there we were in the capital of the country we chose to spend the next year in. We arrived at the Scout – Center met our new roomates for the coming week and had lunch together. The first afternoon was all about getting to know other volunteers who are living across Italy. My first impression of the entire group was very good  and luckily it stayed like this until the end of the training.

Our days looked basically every day the same: breakfast, morning session, lunch, afternoon session, dinner and evening session. The sessions in most of the days were about our personal EVS/ESC journeys. What did we expect and how in the end is the reality, was the big question here!

What have we experienced?

How would we handle the situation?

How can we help each other?

What is our advice for each other?

For me it was also really interesting to get to know other volunteers their good and bad experiences and I realized that I was more than lucky and made the right choice to come to Torino and support Eufemia! Thank you for being a great Team!

Between all this “serious” talks we also had a lot of fun playing different games to understand how we, the volunteering project or even our world works. In a non – formal way of education our trainers put our attention towards our rights and duties in this whole program, the youthpass and conflict management. Learning and thinking from and about all these activities made us realize even more why we are doing volunteering and what we are here for.

To sum it all up I want to quote one of our trainers: “And you are giving an impact and as many of you said, you do not even know when this impact will come back or in which form. But you are giving and I think this is the concept … It is the main concept on how we want to set our life: GIVING!

Over the week I have met some really incredible people who follow this concept by heart. They are here to give, but not material things. They give something way more important than that, TIME.

“The greatest gift you can give someone is your TIME. Because when you give your time, you are giving a portion of your life that you will never get back.”

And that is what we all do. We give our time to all the beautiful projects we have choosen to support during this service in an for us foreign country. This OAT made me realize the chance I have been giving to make a big change in my life and bit smaller one in this world, especially in Europe.

 

Irene: THE MEANING OF VOLUNTEERING – OAT ROMA 2019

What is the meaning of volunteering? This is something that we learnt in our ON ARRIVAL TRAINING.

These kind of trainings are a must for a volunteer because of so many reasons and I think every single person should have the opportunity to enjoy them. After being in Italy for 3 months we were able to join the OAT, in the country where we are doing our European project and since the first moment we felt a very good atmosphere. The trainers were super kind with us, but also the other volunteers were important during that time.

We started the week getting to know each other and the projects that each of us is developing in here. It was interesting to hear others and to get to know a bit more about their experiences and at the same time, share with them ours. We are all doing different jobs, but all of them have something in common which is helping others and  giving our best, at the same time we are also getting something back. I mean, GIVE & RECEIVE.

We got information about our rights and duties, about our insurance, about our mentors and everything that is around us during our volunteering periode. The training was also based on social media so we also improved our skills in video editing and podcasting, something that is more than important nowadays, in the 21st century.

All the activities were funny but educational, and they were also useful to get close to others and to get a good friendship with people from all around Europe. At the end we spent a week together, so we had the chance to be open minded and to meet people who can share with you different values and can teach you also about their origins and traditions.

We also got some tips about how to handle different situations. This experience has all kind of moments and we should be strong enough to manage our emotions and to give the best from ourselves.

We were busy all the time because we had activities during the mornings, afternoons and evenings but it was good because we were enjoying all the time.

We also had time to learn about the culture of this country, and of course we visited the wonderful city of Roma, where we were spending a whole day doing sightseeing and seeing wonderful and historical places like the Coliseum, the Vatican,  Fontana di Trevi, Foro Romano, Pantheon, etc.

Something also quite interesting is that we spent the week with two deaf guys who are doing also a volunteering, so we even learnt some sign language and we were aware about how is their daily life, so we included them in all the activities and also made them feel comfortable with us.

Definitively, it was an amazing week and I am looking forward to meet again these wonderful people and to have the next training, the mid term one.

 

Ana: “Growing up as a person has never been so easy”

When our mentor told us that in a month we should go to the OAT in Rome, I realized that I felt fear; fear of not knowing how to communicate in a language other than mine, fear of not knowing how to relate to people from cultures totally different from mine … fear in general. The day we stepped in the Scout-Center for the first time, the barrier of fear was destroyed and I began to enjoy every second of this wonderful experience.

30 people – 17 different nationalities:

Meeting people from so many different cultures has helped me to open my mind even more and grow as a person. Many of the activities carried out during the week were focused on getting to know each other, which turned out to be one of the most interesting things. This gave me the opportunity to get to know the curiosities of each culture.

All new things are usually a challenge, also for me. I promised myself, before I arrived in Rome, to learn from each activity, person, emotion and culture; today I am sure I got it.

A lot of volunteers joined this week in Rome and together we created what is now a small family; different family and with many peculiarities, but with a common goal: to help others as we would like them to help us in their situation.

An experience where fear has no place and where knowledge is the basis of everything. An experience that has made me value, even more, my volunteering in Torino with our Eufemia Association.